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Scritto da Fabio
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Tuesday 30 June 2009 |
 Oslo; Il centro della FIFA denominato FMARC (Fifa Medical Assesment and Research Centre) e adibito dal 1994 al lavoro di ricerca in traumatologia sportiva, ha condotto un lavoro che aveva lo scopo di studiare un protocollo specifico di riscaldamento pre-agonistico per poter ridurre gli infortuni sui calciatori impegnati in partita. I risultati sono stati pubblicati su una rivista medica Inglese, nel dicembre 2008, sotto la forma di un programma dettagliato di riscaldamento che ha preso il nome di programma 11+.
Hanno partecipato allo studio ben 1890 calciatrici di età compresa tra i 13 e i 17 anni, il lavoro prevedeva la suddivisione in due gruppi. Uno di controllo e uno che regolarmente applicava il programma 11+ di riscaldamento prima delle partite. Secondo il Prof. Dvorak i dati estrapolati da questo studio condotto sulle calciatrici sono stati eccellenti facendo abbassare i rischi di infortunio sulle calciatrici che hanno seguito tale protocollo, è infatti subito pronto per la stagione 2009-2010 un successivo studio che vedrà protagonisti i calciatori. L'eco di questo studio ha suscitato interesse anche in altri sport come il Rugby dove le dinamiche di corsa per certi aspetti possono essere simili a quelle del calcio.
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Scritto da Fabio
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Sunday 03 May 2009 |
 Lo sviluppo delle biotecnologie e del lavoro di ricerca stanno dando alla comunità scientifica, la dove ci sono soldi e strutture, input di primo interesse. Qui in Italia il mondo della ricerca si trova a lottare con il freno legislativo e la mancanza di fondi ma in altre nazioni europee e soprattutto oltreoceano dove il business governa i flussi di potere, la ricerca sta offrendo spunti che meritano di essere analizzati.
Le prime applicazioni di Prp risalgono agli anni 70 ma soprattutto grazie agli enormi sviluppi tecnologici questa tecnica ha trovato una nuova spinta che l'ha portata attualmente al centro di molte discussioni sulla sua potenzialità e sui suoi reali utilizzi. L'acronimo Prp (Platelet rich plasma) tradotto in "plasma arricchito di piastrine" è una tecnica che si sta attualmente studiando su casi di patologie tendinee e legamentose. Prevede un prelievo ematico del paziente in cura; questo prelievo viene centrifugato in modo tale che la parte corpuscolata del sangue (eritrociti o globuli rossi) si separi dal plasma, dai globuli bianchi e dalle piastrine. Il Prp...
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Scritto da Fabio
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Wednesday 01 April 2009 |
 Lesione di terzo grado per l'Interista, meno grave l'Argentino. Il brasiliano dell'Inter, durante la gara con la sua nazionale contro l'Equador, è stato costretto ad abbandonare il match a causa di un problema muscolare alla coscia destra procuratosi al 20' del primo tempo su un cross dalla fascia. Lo staff medico brasiliano tramite il suo responsabile medico, Josè Luis Runco, aveva subito parlato di stiramento di secondo grado in attesa di accertamenti strumentali. Al Dott.Combi, medico dell'Inter, sono però giunte notizie peggiori sulle condizioni del terzino dopo l'ecografia fatta al giocatore in Brasile, lesione di terzo grado al retto femorale della coscia destra. Un infortunio serio che lascia poche speranze di vederlo di nuovo in campo in questa stagione. Le poche certezze che si hanno, vista l'entità del danno muscolare, non possono far azzardare previsioni precise di recupero. Passata la fase acuta del trauma, e al rientro del giocatore a Milano, seguiranno nuovi accertamenti ecografici che faranno vedere meglio la reale situazione del muscolo coinvolto. Meno grave invece la situazione di Diego Milito, impegnato nella gara contro il Venezuela; l'argentino del Genoa ha invece riportato una lesione del bicipite femorale destro che l'ha obbligato ad un rientro forzato per iniziare le terapie mediche necessarie, per lui forse 3 settimane di stop. Le lesioni muscolari sono...
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Scritto da Fabio
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Tuesday 24 March 2009 |
 Nel ciclismo, forse come in nessun altro sport, si impara che con la fatica e il dolore ci si deve convivere sempre. Il ciclismo insegna pian piano a rispettare la sofferenza e la fatica perché prima o poi esse saranno ripagate in gioia e soddisfazione; non a caso si parla sempre del ciclismo come grande metafora di vita. Insito in questo sport come nella vita di tutti i giorni ci sono le cadute, sia quelle morali per un mancato obiettivo ma soprattutto quelle reali, fisiche che spesso ti fanno "assaggiare l'asfalto". Proprio nella prima tappa del tour di Castilla y Leon, in Spagna, una caduta di gruppo ad una ventina di Km dall'arrivo ha costretto Lance Armstrong al ritiro immediato dalla gara per accertamenti medici sulla sua spalla destra. Uscito dall'ospedale di Valladolid con la certezza della frattura composta della clavicola destra, il corridore Texano, ha rilasciato una breve intervista dichiarando di aver bisogno di tempo per poter riprogrammare la situazione e prendere le giuste decisioni per i suoi imminenti impegni agonistici. Di sicuro verrà operato nei prossimi giorni in America. Il sette volte vincitore del Tour de France...
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Scritto da Fabio
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Monday 16 March 2009 |
 Nel mondo dello sport sono molte le patologie a carico del piede; ci sono sport dove la situazione di contatto fisico/contrasto genera spesso traumi diretti che sono causa di danni alle strutture, altri sport che prevedono ripetuti cambi di direzione sollecitano vivamente l'articolazione tibiotarsica e in fine sport con un gesto tecnico ripetuto generano continuamente microtraumi che nel tempo si trasformano in danni evidenti. I vari "protocolli" di allenamento agonistico, elaborati sulla base di dati raccolti anno dopo anno, cercano disperatamente di allontanare ogni possibilità di sovraccarico in un mondo sportivo dove sempre più la performance sta diventando predominante. Spesso però, tali "protocolli", falliscono perché ci si dimentica che un protocollo nasce dalla media di dati.
Questo automaticamente ne limita, a mio parere, la loro applicazione in quanto un atleta, unico come persona, è sempre un elemento che difficilmente può essere semplificato in una media. Ecco perché si parla oramai di patologie da OverUse che coinvolgono le strutture più "umili"; muscoli, tendini, legamenti e ossa. Queste strutture cercano sempre intelligentemente di adattarsi in modo autonomo agli stimoli esterni, quando però tali compensi non sono più sufficienti ecco che il dolore ci informa che il nostro organismo non riesce a sopportare oltre. Analizzeremo in questo articolo le fratture ossee del piede. Tra le fratture del piede una grande fetta è occupata da quelle dovute al trauma diretto che non appartengono al settore dell'OverUse, ma scopriremo che un'altra parte delle fratture (quelle più subdole) che riguardano esclusivamente gli sportivi sono invece causate dal continuo stress che i sovraccarichi provocano soprattutto a livello dell'avampiede.
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