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Nuove Frontiere Terapeutiche; Prp (Platelet Rich Plasma) Stampa E-mail
Scritto da Fabio   
Sunday 03 May 2009
Lo sviluppo delle biotecnologie e del lavoro di ricerca stanno dando alla comunità scientifica, la dove ci sono soldi e strutture, input di primo interesse. Qui in Italia il mondo della ricerca si trova a lottare con il freno legislativo e la mancanza di fondi ma in altre nazioni europee e soprattutto oltreoceano dove il business governa i flussi di potere, la ricerca sta offrendo spunti che meritano di essere analizzati.
Le prime applicazioni di Prp risalgono agli anni 70 ma soprattutto grazie agli enormi sviluppi tecnologici questa tecnica ha trovato una nuova spinta che l'ha portata attualmente al centro di molte discussioni sulla sua potenzialità e sui suoi reali utilizzi. L'acronimo Prp (Platelet rich plasma) tradotto in "plasma arricchito di piastrine" è una tecnica che si sta attualmente studiando su casi di patologie tendinee e legamentose. Prevede un prelievo ematico del paziente in cura; questo prelievo viene centrifugato in modo tale che la parte corpuscolata del sangue (eritrociti o globuli rossi) si separi dal plasma, dai globuli bianchi e dalle piastrine. Il Prp...

viene quindi preparato in laboratorio partendo dal concentrato di piastrine e globuli bianchi e con l'aggiunta di fattori di crescita e attivazione.
Tale preparato verrà poi iniettato direttamente sul tendine o legamento danneggiato in modo tale che provochi una risposta riparatrice e che il tessuto cicatriziale si possa tradurre in tessuto sano.
Descrivo nell'articolo questa tecnica innovativa che è tutt'ora in fase di sperimentazione ma che sta offrendo dati incoraggianti, il perché è applicata solo in certe patologie lasciando agli esperti del settore legale-sportivo i retroscena  che possono uscire fuori utilizzando suddette applicazioni terapeutiche. Gli amanti di calcio ricorderanno il caso Ronaldo al milan...



PRP

Preparazione Prp:
Il sangue è composto da una parte corpuscolata costituita da cellule e una parte liquida contenente proteine, ormoni e nutrienti. Le cellule ematiche della parte corpuscolata sono i globuli rossi (eritrociti), i globuli bianchi (leucociti), e le piastrine. La parte liquida cioè il plasma è formato invece dal 90% di acqua con l'aggiunta di proteine e ormoni. Per separare le diverse componenti del sangue viene usato un procedimento chiamato centifugazione che accellera la separazione di corpi che hanno diversa densità.
La centrifugazione ci darà una divisione ben netta tra il plasma e la parte cortuscolata; la parte più densa sarà disposta in fondo alla provetta mentre quella meno densa cioè il plasma nella parte soprastante. Basterà quindi prelevare la parte superiore della nostra provetta per avere il nostro "plasma arricchito di piastrine" cioè il plasma e la parte di piastrine/globuli bianchi. Ottenuto il nostro Prp lo si elaborerà a in laboratorio arricchendolo con degli attivatori che dovranno innescare il lavoro dei globuli bianchi e con dei fattori di crescita (ormoni) per poi essere utilizzato direttamente sul tessuto danneggiato.
Il processo fisiologico di riparazione di un tessuto è formato da varie fasi, capendo bene i vari "protagonisti" di queste fasi capiremo anche la composizione del Prp: durante la successione delle fasi di guarigione si può vedere come le piastrine funzionino da starter fisiologico e modulatori per la riparazione, i molteplici fattori di crescita (TGF, PDGF, EFG.. ecc) promuovano la proliferazione e migrazione cellulare non che la sintesi proteica e in fine altri modulatori vadano ad agire sulla rivascolarizzazione del tessuto.

Applicazione:
Questa tecnica, già sfruttata nel campo odontotecnico per diversi scopi, trova la sua applicazione in campo riabilitativo su particolari patologie a carico di tendini e legamenti, gli studi hanno preso in esame soprattutto patologie croniche. Dal punto di vista vascolare il tessuto tendineo e legamentoso presenta una scarsa vascolarizzazione che ne riduce drasticamente i tempi di recupero in caso di lesioni. Questa lenta guarigione anche se va a buon fine lascia un tessuto cicatriziale che limita l'originale elasticità e resistenza del tendine e ne aumenta la possibilità di recidive.
La normale prassi fisioterapica in casi di tendinopatie prevede un trattamento conservativo con utilizzo di strumenti di terapia fisica, lavori di forza eccentrica sul muscolo e riabilitazione funzionale. Se queste terapie falliscono c'è lo stadio delle infiltrazioni cortisoniche a lento assorbimento; se proprio tutto questo dovesse fallire l'ultimo stadio è quello chirurgico. Proprio prima della fase chirurgica si pone la pratica della tecnica Prp che ha proprio come massima aspirazione quella di prenderne il posto.
L'infiltrazione viene fatta direttamente sul tendine/legamento con siringa in microdosi  (5/7) in tutto il tessuto patologico con programmi e dosaggi che variano da caso a caso. Vediamo qui un esempio di infiltrazione in caso di epicondilite.


Vantaggi e Limiti:
Questa tecnica, ancora in fase di sperimentazione scientifica, nel suo utilizzo sta dando risultati incoraggianti con dati e percentuali che si distinguono da quelle dei dati campione di confronto. I costi relativamente bassi rispetto ad un'operazione chirurgica e un bassissimo fattore di impatto sul paziente la rendono uno strumento che se nel tempo troverà spazio e potrà sicuramente avere un gran utilizzo. Il fatto che poi il prelievo venga fatto direttamente sul paziente stesso annulla qualsiasi problema di rigetto andando ad agire in zone che a causa della bassissima vascolarizzazione non avrebbero la possibilità di ricevere così tanti aiuti per poter guarire spontaneamente. Tenendo anche presente che la fetta delle tendinopatie croniche in ambito sportivo è in netta crescita potrebbe tornar bene ad un mondo sportivo dove i tempi diventano sempre più stretti e preziosi.
In Italia questo metodo è utilizzato prevalentemente su sportivi di alto rango, alcuni dei quali spesso e volentieri vanno direttamente all'estero per farsi operare o seguire nelle loro cure. Il collegamento con quanto scritto sul caso Ronaldo è il giusto link per riflettere su questi trattamenti.
La sete di notizie del settore giornalistico arrivò a scrivere: "Ronaldo accusato di pratiche dopanti"... " Ronaldo e l'ombra del Doping"... quando andò in Brasile per farsi curare il tendine rotuleo del suo malconcio ginocchio mentre il procuratore antidoping del coni, Ettore Torri, aveva chiesto chiarimenti su certe pratiche curative.
Andando oltre il far notizia a tutti i costi dei giornali, i quali volessero veramente parlare di doping nel calcio avrebbero un ampio scenario sul quale scrivere, ho cercato prima di tutto di far capire i fatti reali. Spero che con la lettura di quest'articolo il lettore possa aver acquisito le giuste basi per arrivare di persona a porsi domande con le quali io stesso concludo il mio articolo.

 
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