 Ci sono volute sette intensissime ed esaltanti battaglie ai Lakers per consumare la vendetta ai danni dei Boston Celtics, che nella prima riedizione dopo 23 anni della più grande rivalità della Lega, nel 2008, avevano battuto LA issando sul soffitto del Garden il 17mo Titolo, lasciando sul campo di gioco un Bryant e dei Lakers profondamente delusi. Ed arrabbiati con sè stessi, oltre che per i 39 punti di scarto subiti nella decisiva Gara6, un fallimento di fronte a tutto il mondo che Kobe decise di riscattare al più presto possibile, nel solo modo a lui conosciuto ed accettato: vincere...
E così è stato, con il primo back-to-back dai tempi della sua LosAngeles e di Shaq nei primi anni duemila: prima Orlando nel 2009 e poi, finalmente, i Celtics nel 2010, sempre da MvP delle Finals. Ma o vviamente il successo losangeleno in questa stagione non ha portato solamente il comunque esclusivo marchio del Black Mamba, ma anche e soprattutto quello fondamentale di Ron Artest, il più anticonvenzionale degli eroi nell'epica Gara7, di Fisher, Odom, Gasol, Bynum, chiaramente di coach Jackson e di tutti gli altri componenti dei LosAngeles Lakers Campioni Nba 2009-2010.
Ecco dunque una breve analisi delle sette splendide partite giocate da LosAngeles e Boston in una delle Finali più tese ed emozionanti degli ultimi anni...
Game1 (@LaK): iniziano le Finali Nba 2010 e due mini parziali firmati dalla second unit e da Artest alla fine dei primi due quarti spingono LA al 50-39 prima della fine del secondo periodo. Nel terzo quarto tre stoppate di Gasol ed i 14 punti di Bryant portano i padroni di casa, dominanti, anche sull'84-64, e nell'ultimo periodo Pierce da solo non ha chance di riportare in partita i Celtics (Odom firma le giocate decisive). Difese opposte per intensità e determinazione, dominio losangeleno a rimbalzo, gli arbitri condizionano troppo l'avvio di gara escludendo Ray Allen dalla partita. Sheed positivo nel primo tempo, ma non gioca nel secondo, Garnett perde il duello con Gasol, solo la stanchezza della trasferta e la tensione per il primo atto giustificano (parzialmente) la prestazione sottotono di tutta la truppa di coach Rivers. 1-0 LaK.
Game2 (@LaK): Ray Allen&Rajon Rondo. Con Paul Pierce e Kevin Garnett fuori partita il primo per meriti avversari il secondo per difficoltà temporanee legate a fisico ed età, a prendere per mano Boston ed a condurla al pareggio nella serie ci pensano He got game con il record assoluto per triple segnate in una partita di finale (8/11) e Rondo con una strepitosa tripla doppia, vero generale di una truppa rimaneggiata ma tostissima, che costringe Bryant al ventello subendo solo Gasol e Bynum. Lakers sempre sotto sia come gioco che come inerzia, difendono malissimo su Allen, lanciano Rondo in troppe transizioni esaltandone il gioco e non ottengono dal supporting cast il contributo avuto in Gara1, con panchina nulla Odom compreso ed un Artest da 1/10 dal campo. Ed ora si va a Boston per 3 gare consecutive. 1-1.
Game3 (@Bos): il carrozzone delle Finals si trasferisce ad Est nella tana di Boston, ma il Garden fatale nel 08 ai Lakers in questa G3 non riesce ad incutere abbastanza timore a Kobe (29 in 29 tiri, timido il ragazzo), ad un risorto Odom (perfetto dal campo con 12 punti ed un rimbalzo offensivo decisivo) e soprattutto ad un immenso Derek Fisher, che segna 11 dei suoi 16 punti nel quarto quarto. Sono quasi tutti suoi (gli altri ovviamente appartengono a Bryant) i canestri che ammutoliscono i Celtici, compreso l'ultimo a 48 secondi dalla fine, un contropiede contro 3 avversari chiuso con un incredibile 2+1 valido per il +7 della staffa. Sul banco degli imputati parzialmente Pierce e senza scusanti Ray Allen, passato dalle 8 triple in G2 ad un orrido 0/13 in G3. Il solo splendido Garnett unito a qualche sprazzo di Rondo, Davis, Sheed e Tony Allen non serve quindi ad evitare la sconfitta, scaturita anche dalla maggior attenzione difensiva losangelena e dal lavoro a rimbalzo di Gasol e Bynum. 2-1 LaK.
Game4 (@Bos): i Celtics tornano a pareggiare la serie, e lo fanno con i protagonisti meno attesi, se escludiamo il determinatissimo Pierce del primo periodo. Sono infatti Glen Davis e Nate Robinson gli eroi di G4 per Boston, con ben 30 punti in coppia (18 Big Baby, 12 Nate the Great) segnati uscendo da una panchina che per una volta surclassa quella avversaria (36p-18p). Coach Rivers riesce finalmente ad avere un discreto contributo nella stessa gara da parte di tutti e quattro i Big4 (nonostante un Allen evidentemente ancora "choccato" dall'orrida G3), sfoderando inoltre una difesa molto più aggressiva che, pur limitando poco Bryant&Gasol (54 punti in due), riesce a mandare in corto circuito l'attacco-Lakers, stranamente in difficoltà nell'entrare nel Triangolo offensivo, con pessime spaziature, ritmi frammentati e pochi buoni tiri presi. Odom peggio di G3 ma sempre sufficiente, nullo Bynum con i problemi cronici al ginocchio che potrebbero, se le condizioni non migliorano, condizionare tutta la serie. 2-2.
Game5 (@Bos): la resa losangelena di fronte alla cattiveria agonistica bostoniana. I Big4 giocano alla grandissima, con Pierce e Garnett a guidare la truppa fuori dal pantano nei momenti di difficoltà, arrivati comunque quasi tutti nel primo tempo. Dove LA si sforza di giocare, ma Bynum dopo l'ottimo inizio si spegne velocemente, mentre Gasol, tornato improvvisamente il Gasoft intimidito dalla fisicità celtica come nel 08, non entra mai in partita. Fisher è un fattore solo nel primo quarto, la panchina praticamente inesistente così i Celtics nel secondo quarto possono scappare anche a +13. Sembra che G5 possa essere già archiviata nel terzo periodo, ma Kobe non ci sta e con uno dei singoli quarti offensivi più impressionanti nella Storia riesce con 23 punti consecutivi (19 nel 3q) a non far precipitare i Lakers. Il finale è quindi inaspettatamente tirato, ma gli errori ai liberi di un pessimo e criticato Artest (su tutti i 28 metri) consegnano meritatamente il vantaggio (definitivo?) nella serie ai più determinati, cattivi e concentrati Celtics. 3-2 Boston.
Game6 (@LaK): l'improvviso calo di Boston dopo un promettente avvio è ulteriormente accentuato dall'infortunio al ginocchio destro di Perkins a 5.30 dalla fine del primo quarto. Senza il loro centro titolare e travolti dalla ritrovata cattiveria agonistica gialloviola i Celtics vanno sotto addirittura di 22 punti nel secondo periodo, puniti senza pietà da tutte le armi che coach Jackson sente di poter scatenare sul campo di gioco. A partire ovviamente da Kobe, passando per Gasol, Artest, Odom, anche Vujacic e Farmar, oltre ad un palese dominio a rimbalzo (52-39 alla fine). Nel secondo tempo la truppa di Rivers deve fare definitivamente i conti con la più drammatica delle "serate no" al tiro, con alcuni errori banali nel terzo quarto che affossano il morale dei già depressi Celtici: due super schiacciate di Brown ed una tripla di Artest chiudono i conti già nel terzo quarto, e l'ultimo periodo serve solo ad LA per ritoccare il massimo vantaggio nella serie (+27), e preparare così al meglio insieme al proprio pubblico l'attesissima Gara7, la prima dal 05 (Spurs vs Pistons), l'Ultima Partita dell'Anno, lo spareggio per il Titolo di Campioni NBA. 3-3.
Game7 (@LaK): La Partita che tutti attendevano. Un evento unico nella Stagione, l'unica gara dove chi vince guadagna la Gloria sportiva e chi perde rimpiangerà per sempre amaramente la grande occasione perduta ad un passo dal Traguardo.
L'assenza di Perkins costringe coach Rivers ad inserire Rasheed Wallace in quintetto, ma è proprio il talento pazzo ex Portland che porta sopra Boston nei primi minuti di gara, insieme a Rondo e Davis. L'attacco di LA è molto meno fluido rispetto all'esuberante Gara6, la tensione attanaglia gambe e testa dei giocatori casalinghi ed incredibilmente a rimetterci di più è proprio Kobe Bryant, impreciso al tiro complici le troppe forzature ed un nervosismo crescente. Nel secondo quarto a tenere a galla una boccheggiante LA è quindi un eroico Ron Artest, 12 punti sui 20 totali dei suoi nel periodo, replicato però dall'altra parte da un lampo di Pierce che tiene l'inerzia della gara dalla parte dei Celtics (40-34 dopo 24 minuti).
Nel terzo quarto gli ospiti, concentrati e durissimi in difesa, arrivano anche a +13, ma ancora Artest insieme a Gasol ed Odom non rinunciano a combattere, mantenendo i Lakers a contatto e "preparando la tavola" per uno dei quarti periodi più belli, intensi ed emozionanti degli ultimi anni. In una partita nervosissima e di conseguenza caratterizzata da basse percentuali al tiro sono gli episodi ed il cuore di Fisher, Bryant e soprattutto il commovente Artest a fare la differenza: nonostante i canestri di Allen e KG ad inizio quarto Boston vede l'inerzia sfuggirgli lentamente di mano, ma a 5 minuti dal termine sotto nel punteggio per la prima volta da inizio gara trova le energie per rispondere, trovando con Sheed ed Allen le triple che tengono a -3 gli ospiti con meno di un minuto sul cronometro. In mezzo ai due canestri biancoverdi c'era stata però la fondamentale tripla di Artest, supplicata a Kobe e scagliata contro il volere di tutti, come del resto è sempre stata la vita di Ron Ron, assoluto protagonista nella gara -e nel postpartita- che l'ha redento da tutti i peccati sportivi passati. Nel momento più importante dell'intera serie Gasol è essenziale a rimbalzo offensivo, Kobe dalla lunetta tiene a +5 i suoi (81-76) ma Rondo dall'altra parte su palla vagante trova l'incredibile tripla del -2 a 16 secondi dalla sirena Finale (79-81). Viene mandato subito in lunetta Vujacic, cui non tremano le mani che sugellano il definitivo +4 contro cui Boston non riesce più a replicare, con il tiro della disperazione di Rondo che finisce in un nulla di fatto: finisce 83-79, i LosAngeles Lakers sono per la seconda volta consecutiva Campioni Nba! |