| Medicina dello Sport: Traumatologia del Piede nello Sport |
| Scritto da Fabio | |
| Monday 16 March 2009 | |
Nel mondo dello sport sono molte le patologie a carico del piede; ci sono sport dove la situazione di contatto fisico/contrasto genera spesso traumi diretti che sono causa di danni alle strutture, altri sport che prevedono ripetuti cambi di direzione sollecitano vivamente l'articolazione tibiotarsica e in fine sport con un gesto tecnico ripetuto generano continuamente microtraumi che nel tempo si trasformano in danni evidenti. I vari "protocolli" di allenamento agonistico, elaborati sulla base di dati raccolti anno dopo anno, cercano disperatamente di allontanare ogni possibilità di sovraccarico in un mondo sportivo dove sempre più la performance sta diventando predominante. Spesso però, tali "protocolli", falliscono perché ci si dimentica che un protocollo nasce dalla media di dati.
Questo automaticamente ne limita, a mio parere, la loro applicazione in quanto un atleta, unico come persona, è sempre un elemento che difficilmente può essere semplificato in una media. Ecco perché si parla oramai di patologie da OverUse che coinvolgono le strutture più "umili"; muscoli, tendini, legamenti e ossa. Queste strutture cercano sempre intelligentemente di adattarsi in modo autonomo agli stimoli esterni, quando però tali compensi non sono più sufficienti ecco che il dolore ci informa che il nostro organismo non riesce a sopportare oltre. Analizzeremo in questo articolo le fratture ossee del piede. Tra le fratture del piede una grande fetta è occupata da quelle dovute al trauma diretto che non appartengono al settore dell'OverUse, ma scopriremo che un'altra parte delle fratture (quelle più subdole) che riguardano esclusivamente gli sportivi sono invece causate dal continuo stress che i sovraccarichi provocano soprattutto a livello dell'avampiede.
Fratture del piede dello sportivo:
Panoramica generale delle fratture:
Fratture malleolari: sono quelle che riguardano la parte distale della tibia e del perone, cioè le parti che formano la pinza che si articola con l'astragalo. Spesso derivano da una brutta distorsione o da un trauma diretto (frequente tra i motociclisti), la frattura a livello del perone è molto più frequente a causa della sua conformazione anatomica. La frattura coinvolge spesso la capsula e i legamenti dell'articolazione tibio-tarsica. Se la frattura è composta il trattamento è conservativo cioè fasciatura compressiva e tutore, in quelle scomposte l'intervento chirurgico è richiesto per ridurre il danno con placche e viti.
Frattura Astragalo è un osso che ha caratteristica principale di essere vascolarizzato poco (come lo scafoide della mano). Questa poca vascolarizzazione è un limite per la rigenerazione dell'osso che riceve poco nutrimento e che quindi rischia di andare in necrosi nel post trauma. Sono fratture dovute a traumi ad alta energia.
Fratture Falangi sono le fratture dell'avampiede più comuni spesso derivate da trauma diretto. La più colpita è la falange prossimale che si frattura in modo composto, in questo caso basta l'applicazione di un tape che fissa il dito rotto a quello vicino sano. |