Lesioni Muscolari: rientro amaro per Maicon e Milito. Descrizione delle lesioni muscolari
Scritto da Fabio   
Wednesday 01 April 2009
Lesione di terzo grado per l'Interista, meno grave l'Argentino. Il brasiliano dell'Inter, durante la gara con la sua nazionale contro l'Equador, è stato costretto ad abbandonare il match a causa di un problema muscolare alla coscia destra procuratosi al 20' del primo tempo su un cross dalla fascia. Lo staff medico brasiliano tramite il suo responsabile medico, Josè Luis Runco, aveva subito parlato di stiramento di secondo grado in attesa di accertamenti strumentali. Al Dott.Combi, medico dell'Inter, sono però giunte notizie peggiori sulle condizioni del terzino dopo l'ecografia fatta al giocatore in Brasile, lesione di terzo grado al retto femorale della coscia destra. Un infortunio serio che lascia poche speranze di vederlo di nuovo in campo in questa stagione. Le poche certezze che si hanno, vista l'entità del danno muscolare,  non possono far azzardare previsioni precise di recupero. Passata la fase acuta del trauma, e al rientro del giocatore a Milano, seguiranno nuovi accertamenti ecografici che faranno vedere meglio la reale situazione del muscolo coinvolto. Meno grave invece la situazione di Diego Milito, impegnato nella gara contro il Venezuela; l'argentino del Genoa ha invece riportato una lesione del bicipite femorale destro che l'ha obbligato ad un rientro forzato per iniziare le terapie mediche necessarie, per lui forse 3 settimane di stop. Le lesioni muscolari sono...

un settore che ricopre una bella fetta dei traumi sportivi (20-30% del totale delle lesioni sportive), hanno trovato una loro precisa classificazione e sono diventate routine nella riabilitazione sportiva. Detto questo credo che, all'interno del mondo sportivo-riabilitativo, ci sia ancora molta confusione sia sulla loro terminologia che sul loro trattamento. Non è raro che si utilizzino ancora nomenclature errate di lesioni muscolari o che si parli di una stessa lesione ma con terminologie differenti. Cerchiamo di mettere un pò d'ordine almeno in questo compartimento capendone bene la loro classificazione.
L'argomento preso nella sua totalità offre molte evidenze che possono portare a  spunti interessanti di dibattito, partendo dal perché un muscolo si lesiona (soprattutto perché solo un certo tipo di muscolo) arrivando alle diverse tipologie di intervento riabilitativo ma sarebbe un argomento talmente vasto da richiedere diversi articoli per essere ben trattato. Mi limito in quest'articolo a vedere la struttura muscolare e la classificazione delle lesioni muscolari.

Struttura del Muscolo:

Le fibre che compongono il muscolo sono elementi di forma allungata e cilindrica posti in modo parallelo tra di loro. Il loro diametro può variare dai 10 ai 100 micron mentre in alcuni casi la loro lunghezza può anche eguagliare quella del muscolo stesso. Il loro numero è estremamente variabile dalle poche centinaia fino a centinaia di migliaia.
Queste fibre muscolari che formano il muscolo presentano un'organizzazione sub-cellulare che partendo dalla parete che circonda il muscolo (l'epismisio) si dirama sempre più in profondità fino al sarcomero che è l'unità funzionale contrattile e strutturale del muscolo.
Il muscolo è circondato da tessuto connettivo che lo separa dalle cellule adiacenti, l'intero ventre muscolare è avvolto da una robusta fascia connettivale detta epimisio. L'epimisio sarà in contatto diretto ai capi del muscolo con i tendini che si fisseranno sulle inserzioni ossee. Il perimisio è invece un avvolgimento connettivale che divide il muscolo in diversi fascicoli all'interno dell'epimisio formando quindi diversi fascicoli che non sono altro che raggruppamenti di circa 150 fibre muscolari. L'endomisio non è altro che l'involucro che riveste la singola cellula muscolare. L'aspetto microscopico delle fibre muscolari scheletriche è la serie di bande trasversali chiare e scure che formano un disegno regolare per tutta la lunghezza della fibra.  Indagando con ingrandimento microscopico maggiore si può notare come le fibre si fanno sempre più piccole dette miofibrille riuscendo a isolare la componente schematica che si ripete in tutta la fibra cioè il sarcomero che rappresenta l'unità funzionale di base della fibra muscolare. Ciascun sarcomero contiene due tipi di filamenti: spessi e sottili. Quelli spessi sono posti nella regione centrale dove la loro disposizione in parallelo dà luogo alle bande scure, questi filamenti spessi sono composti dalla proteina miosina. I filamenti sottili contengono la proteina actina e proteina regolatrici come la troponina e tropomiosina e sono disposti parallelamente alla miosina in modo tale che venga quasi circondata in rapporto di 6 a 1. I due tipi di filamenti sono sovrapposti solo in una determinata zona, dal loro scivolamento si creerà quindi il movimento che innescherà la contrazione muscolare.

Classificazione delle problematiche muscolari:


Spesso, anche sui giornali non specializzati, si leggono termini come: contrattura, elongazione, distrazione, strappo, stiramento, rottura ecc... tutti termini che si usano per indicare un tipo di lesione muscolare ma a cui spesso vengono associati significati di diverso tipo. Vediamo di fare chiarezza facendo una distinzione precisa e logica sulle problematiche che coinvolgono il muscolo anche perchè credo che si debba oramai avere un vocabolario che sia chiaro e univoco con la speranza di poter parlare la stessa lingua sia nel settore lavorativo che in quello di informazione.
L'eziopatogenesi (analisi del processo di insorgenza di una patologia) si differenzia in caso di lesioni acute o croniche.
Le patologie acute possono derivare da trauma diretto o da trauma indiretto, nel caso di trauma diretto parleremo di contusione mentre in quello indiretto dobbiamo distinguere tra tre casi; il DOMS (indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata), le patologie che colpiscono il muscolo in fase concentrica (muscolo in accorciamento) e quelle in fase eccentrica ( muscolo in allungamento).
Le patologie muscolari acute da trauma indiretto sono classificate in base al momento del lavoro muscolare cioè quelle in fase di accorciamento prenderanno il nome di crampi e contratture. Quelle da trauma indiretto in allungamento verranno denominate elongazioni o stiramenti e strappi muscolari che comportano lesione delle fibre e che hanno la loro scala graduale di danno dal 1 al 3 grado.
 
Contrattura: come prima scritto avviene in una fase di contrazione eccentrica del muscolo. Il dolore muscolare ha insorgenza ritardata con difficile localizzazione che provoca un'alterazione diffusa del tono muscolare. Quest'alterazione del tono provoca una zona di contrazione costante del muscolo che innesca un processo riflesso di ischemia che alimenta a sua volta la contrattura. In alcuni casi, se nel tempo la zona contratta persiste c'è la possibilità che quel settore possa andare incontro a modifiche strutturali cioè passare da tessuto contrattile muscolare a tessuto fibrotico.

Stiramento o Elongazione: avvengono quando il muscolo sta lavorando in modo eccentrico cioè si sta allungando. Il dolore sorge immediatamente durante l'attività ed è spesso ben localizzato. Produce un ipertono muscolare e un'alterazione funzionale delle miofibrille con conseguente alterazione della conduzione neuro-muscolare. Non ci sono lesioni delle fibre muscolari, al massimo solo qualche lesione sub-microscopica a livello del sarcomero.

Strappo:
gli strappi  il dolore è intenso e violento nel momento immediato dell'infortunio durante l'attività, è seguito da travaso ematico e linfatico provocate dalla lesione delle fibre muscolari. In base al settore delle fibre lesionate i gradi distinguono la gravità del danno. Il primo grado si ha una lacerazione di poche miofibrille all'interno del fascio muscolare, il secondo grado vede una lacerazione di uno o più fasci muscolari. Il terzo grado, che è il più grave , provoca una rottura del muscolo che prende dai 3/4 del muscolo alla sua totalità.