La Liga: Barcelona-Real Madrid 5-0
Scritto da Matteo   
Sunday 02 January 2011

29 Novembre 2010
Stadio “Camp Nou”, Barcellona

Barcellona - Real Madrid 5-0 (10’ Xavi, 18’ Pedro, 55’ e 58’ Villa, 91’ Jeffren)

Barcellona (4-3-3): Valdes, D. Alves, Puyol, Piquè, Abidal, Iniesta, Xavi (87’ S. Keita), Busquets, Villa (76’ Bojan), Messi, Pedro (87’ Jeffren); All. Guardiola.

Real Madrid (4-2-3-1): Casillas, Marcelo (60’ Arbeloa), Pepe, Carvalho, Ramos, Khedira, X. Alonso, Di Maria, Ozil (46’ L. Diarra), Ronaldo, Benzema; All. Mourinho.

Altro che superfida, Barca-Real è un monologo! Il “Clasico” si trasforma in uno schiaffo al Madrid, uno schiaffo a Mou. Si, proprio Barcellona, proprio lo stadio che solo 6 mesi fa era stato soprannominato “Camp Mou” in suo onore, dopo quella splendida semifinale che aprì le porte alla Champions nerazzurra, diventa in 90 minuti il teatro di un incubo per lo “Special One”. Una notte difficile da digerire: sedutosi in panchina al 58’ e mai più rialzatosi, il mago di Setubal ha dovuto assistere inerme ad una vera e propria lezione di calcio. I “Blancos”, giunti imbattuti in Catalogna, vengono presi a pallate da un Barca “forza 5”.
Gia, cinque come le reti subìte dalle “merengues”, che dopo una ventina di minuti sono già sotto di due gol, e che nell’intervallo si coprono inserendo un mediano in più, cercando di contenere la furia dei padroni di casa: tutto inutile. Alla fine è pokerissimo, e poteva andare peggio.
Certo, il Barca in serate come queste offre poco agli avversari, ma nessuno (catalani compresi) si sarebbe aspettato una supremazia tale, una vittoria schiacciante di tutti: giocatori, allenatore, ma soprattutto società. Il motto della stessa, “Més que un club”, dimostra il vero valore di un club che rappresenta i valori di un popolo, che rispecchia cultura e tradizioni catalane. Che nel moderno calcio attuale, frastornato da contratti milionari, acquisti folli e quant’altro, ha otto undicesimi della formazione titolare proveniente dalla “Cantera”, la magica scuola calcio che ha cresciuto campioni del calibro di Messi, Iniesta, Xavi e fermiamoci qua.
Dura per il Real riuscire a fronteggiare un’organizzazione simile, ma Perez e Mourinho hanno i mezzi economici e tecnici per provarci. La squadra è giovane, Mou ha scelto la linea verde e ciò significa molta inesperienza ma anche tanta fame di successi e margini di miglioramento. Ovviamente servirà del tempo per trovare una certa continuità che ora manca, sempre che Florentino non smentisca la sua fama di “mangiallenatore”.
Di certo lo Special sta avendo una concorrenza più ardua rispetto a quanto non trovò in Inghilterra e Italia, dove vinse senza particolari difficoltà già dal primo anno. Ma ci ha abituato a imprese folli e questo è cio che la gente si aspetta da lui.
 Per ora, però, la Liga è solo blaugrana!